I 10 SIMBOLI PIU’ COMUNI SULLE ETICHETTE ALIMENTARI

 

Facciamo chiarezza riguardo ai simboli/marchi/pittogrammi che compaiono sugli imballi dei prodotti alimentari, per garantire che l’informazione che viene data al consumatore non sia fuorviante o ingannevole.

 

1) Senza glutine:

La spiga barrata è un simbolo registrato di proprietà della Associazione Italiana Celiachia (AIC).

Destinatari del simbolo sono tutti quei prodotti per i quali sia stata accertata l’idoneità al consumo da parte dei celiaci sia attraverso controlli eseguiti sul ciclo produttivo che sui prodotti stessi: contenuto di glutine inferiore ai 20 ppm secondo quanto indicato dall’Associazione e dal Ministero della Salute.

 

2) Halal:

Significa letteralmente “permesso”.

Il termine ha un ampio significato, poiché fa riferimento a qualsiasi azione che un musulmano o islamico credente può eseguire, o a un bene che può consumare.

In Occidente viene generalmente spiegato come “cibo permesso o consentito dalla legge islamica”, il contrario di Halal è “haram” (vietato).

In genere, tutti i cibi sono Halal salvo quelli indicati come Haram. Ad esempio, tutti i cibi di origine vegetale sono Halal salvo nel caso siano inebrianti.

Per la carne tuttavia, ci sono requisiti molto più severi. Alcune carni specifiche sono considerate come Haram (ad es. il maiale ed i suoi derivati); altre sono Halal se i principi della macellazione Halal sono rispettati.

Tali principi possono essere definiti secondo le seguenti modalità:

  • Il benessere degli animali
  • Gli animali devono essere vivi presso il macello
  • I macellai musulmani devono pronunciare il nome di Dio prima della macellazione
  • La macellazione deve essere eseguita nel modo più umano possibile
  • Il sangue è Haram, di conseguenza va eliminato dalla carcassa
  • La carne dovrà essere manipolata con la massima cura per evitare la contaminazione incrociata con prodotti Haram.

Se uno qualsiasi di questi principi è compromesso, la carne sarà considerata Haram.

 

3) Vegan:

Sono diversi i simboli relativi all’alimentazione vegana, non ufficializzati per il momento da alcuna certificazione volontaria.

I simboli indicano che l’alimento è adatto proprio a questo tipo di alimentazione, che prevede l’esclusione volontaria di tutti i prodotti di origine animale e loro derivati (carne, pesce, latte, uova, miele).

 

 

4) Bicchiere e forchetta

Secondo il Reg. CE 1935/04 (art.15), i materiali e oggetti destinati al contatto con altri prodotti alimentari ma non ancora entrati in contatto con questi all’atto dell’immissione in commercio, devono recare la dicitura “per contatto con i prodotti alimentari” o il corrispondente simbolo indicante bicchiere e forchetta.

Queste informazioni non sono obbligatorie per gli oggetti che, per le loro caratteristiche, sono chiaramente destinati al contatto alimentare, come le caffettiere o i contenitori impiegati nelle ristorazioni/gastronomie (ad es. per le pizze da asporto).

Il suo scopo è quello di informare i consumatori che il materiale di cui è fatto il prodotto (piatti e bicchieri “usa e getta” ecc.) è adatto al contatto alimentare.

 

5) Codice a barre:

Quasi tutti i prodotti alimentari commercializzati riportano un codice a barre, ma qual’è il significato dei numeri che vi compaiono?

I primi due flags identificano l’autorità nazionale di codifica, i successivi 5 flags identificano il codice del produttore e le ulteriori 5 cifre vanno ad identificare il prodotto fra i vari prodotti dell’azienda. L’ultima cifra è una sorta di firma digitale, o “check digit”, che attesta la validità del codice a barre.

Il codice ha lo scopo di facilitare e velocizzare la logistica, soprattutto nell’ambito della GDO, così come l’operazione di incasso.

 

6) Quick response:

Il quick response (risposta rapida) è un codice a barre bidimensionale (o codice 2D), ossia a matrice, composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema di forma quadrata.

Viene impiegato per memorizzare informazioni generalmente destinate a essere lette tramite un telefono cellulare o uno smartphone. Il codice fu sviluppato per permettere una rapida decodifica del suo contenuto.

 

7) Tre frecce larghe che si inseguono:

 

Indica che parte dell’imballaggio è riciclato, oppure che lo stesso è riciclabile ma non necessariamente riciclato.

Viene utilizzato per carta e cartone. Se compare la scritta RESY, la materia prima è carta riciclata al 100%.

 

8) Tre frecce strette che si inseguono:

Si trovano negli imballaggi in plastica, con un numero o una sigla riferita al materiale impiegato.

Facilitano la raccolta differenziata ed il riciclaggio. Il numero o le lettere indicano la natura del materiale.

 

9) Il Punto Verde o Der Grune Punk:

Non è un marchio ecologico, ma attesta soprattutto nel Nord Europa e in Germania che il produttore aderisce ai consorzi, previsti dalla legge, per organizzare il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi.

Le aziende che esportano in altri paesi europei dove tali consorzi sono già funzionanti, lo inseriscono negli imballaggi o sulle etichette dei loro prodotti laddove aderiscono ai consorzi citati.

 

10) FSC:

Forest Stewardship Council (FSC) – Questo simbolo identifica prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

 


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CAGLIARI: 8 AGOSTO 2017

NAPOLI: 7 OTTOBRE 2017

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PALERMO : 18 Giugno 2018

SALERNO : 13 Ottobre 2018

TORINO : 3 Dicembre 2018

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