Gestire un infortunio sul lavoro

in un’Azienda Alimentare

 

Sia i responsabili che gli addetti ai corsi occasionalmente sollevano l'argomento dell'infortunio sul lavoro. Non è certo collegato con l'igiene degli alimenti ma è una cosa che purtroppo fa parte della vita lavorativa e preoccupa quindi le persone. Le domande vertono soprattutto sul cosa venga classificato come infortunio, se possa interessare anche il tragitto tra casa e lavoro e quali siano gli obblighi nei confronti delle leggi e dell'INAIL. Cerchiamo quindi di chiarire gli aspetti principali.

 

 

 

L' ASSICURAZIONE SUGLI INFORTUNI

L'assicurazione su infortuni e malattie professionali è un istituto espressamente voluto dalla Costituzione che all'art. 38 stabilisce espressamente:

"I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidita' e vecchiaia, disoccupazione involontaria."

La materia è stata regolata da un Testo Unico (cioè una raccolta di leggi che riguardano un aspetto legislativo) il DPR 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali) e s.m.i., così come integrato dal D.Lgs. n.38 del 2000.

 E' gestita dall'INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro che ha assorbito recentemente anche le funzioni di altri enti (IPSEMA, ISPESL), in pratica la sua "giurisdizione" si estende su l'intera materia degli infortuni e delle malattie professionali, fatta eccezione per il comparto sicurezza, difesa, vigili del fuoco e soccorso pubblico.

 Va ricordato anche che l'INAIL gestisce anche l'assicurazione contro gli infortuni domestici. Sono obbligati ad assicurarsi coloro, in età compresa tra i 18 ed i 65 anni, che svolgono in via non occasionale, gratuitamente e senza vincolo di subordinazione, lavoro finalizzato alle cure della propria famiglia e dell'ambiente in cui dimora. Sono esclusi coloro che svolgono altra attività che comporti l'iscrizione a forme obbligatorie di previdenza sociale.

 

COSA SI INTENDE PER INFORTUNIO

 Perchè si possa definire un infortunio devono essere soddisfatte alcune condizioni:

  • Evento traumatico che porti ad una lesione (o alla morte) del lavoratore

  • Un collegamento tra l'evento e lo svolgimento dell'attività lavorativa (in "occasione di lavoro")

  • L'evento deve avere come risultato l'impossibilità al lavoro per più di 3 giorni

  • Essere determinato da una "causa violenta"

 

Il termine usato è "occasione di lavoro" perchè l'evento traumatico deve essere legato da un rapporto di causa-effetto e lo svolgimento di un'attività lavorativa. In quest'ottica viene infatti tutelato anche il cosiddetto "infortunio in itinere" cioè quello collegato ad eventi avvenuti nel tragitto che il lavoratore fa dalla sua abitazione e il luogo di lavoro. Su questo tipo di eventi però vanno fatte delle precisazioni, infatti si intende "in itinere" quando avviene:

 

  •  durante il “normale percorso” di andata e ritorno dal luogo di abitazione al luogo di lavoro;

  • oppure durante il “normale percorso” che collega due luoghi di lavoro, se il lavoratore ha più rapporti di lavoro;

  • oppure durante il “normale percorso” di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di consumazione abituale dei pasti, qualora non sia presente un servizio di mensa aziendale.

 

 Il "normale percorso" deve essere quello più breve e diretto tra i due luoghi, possono essere ammesse deviazioni ma solo se la causa è un ordine del datore di lavoro oppure sono dovute a eventi indipendenti quali per esempio lavori stradali o traffico. Negli altri casi di deviazione arbitraria e non dipendente da motivi di lavoro il risarcimento non è dovuto. Altro elemento importante in questo caso è il mezzo utilizzato per lo spostamento: può essere un mezzo privato purchè questa scelta abbia una effettiva necessità (es. distanza dal luogo di lavoro e mancanza di mezzi pubblici o mezzi pubblici con orari che non consentono puntualità sul lavoro). Nel caso di mezzo proprio ovviamente è importante il rispetto del Codice della Strada ai fini del risarcimento.

Nella tutela vengono inclusi anche quegli eventi avvenuti per colpa del lavoratore a patto e nei limiti in cui la condotta in questione non fuoriesca dalle mansioni lavorative o comunque dall’occasione lavorativa e si mantenga dunque come comunque riconducibile nell’ambito delle finalità lavorative, come stabilite e indirizzate dal datore di lavoro nell’ambito dei suoi poteri organizzativi e decisionali.

  • Es. il lavoratore per effettuare una commissione per conto del Datore di lavoro che comporta il recarsi in altro luogo rispetto quello di lavoro. Nel legittimo tragitto il lavoratore attraversa la strada al di fuori delle striscie pedonali e viene investito. Avrà diritto alla tutela dell'INAIL.

 

Per qualsiasi tipo di infortunio è fondamentale l'individuazione della causa violenta: cioè un evento intenso e limitato nel suo svolgersi temporale. Questo aspetto distingue l'infortunio dall'altra condizione negativa collegabile con il lavoro, la malattia professionale di cui ci occuperemo in seguito (e che tra l'altro molto spesso è fortemente sottovalutata dai lavoratori). Eventi che possono verificarsi in una attività alimentare quali tagli, traumi, scottature rientrano a pieno diritto nella categoria delle cause violente. Bisogna però ampliare il concetto di causa violenta anche a tutta una serie di reazioni psicofisiche del lavoratore che avvengono in condizioni di particolare stress o di fatica dovuti alle condizioni concrete di lavoro, e venendo a comprendere gli effetti negativi di sostanze tossiche, microrganismi, virus o parassiti e da condizioni climatiche.

L'assicurazione dell'INAIL si sostituisce al Datore di lavoro esonerandolo dalla responsabilità civile di risarcimento a meno che non vi sia stata condanna penale per lui o per i suoi preposti ex art. 2049 c.c. (per il principio che chi si avvantaggia del lavoro di altri deve sopportarne anche gli svantaggi se fatto male).

 

QUali sono gli obblighi?

Gli obblighi sono definiti dal D.Lgs. 151/2015 che ha modificato l'art. 53 del D.P.R. 1124/65 in materia di invio dei certificati medici relativi a infortuni sul lavoro e malattie professionali.

 

OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO

  1. Obbligo di denuncia entro 48 ore di tutti gli infortuni che abbiano più di 3 giorni di prognosi. Dal 22 marzo 2016 l'obbligo di trasmissione della documentazione relativa (certificato medico) è a carico del medico certificatore o della struttura sanitariadi "prima assistenza". A volte l'INAIL provvede a trasmettere via pec il certificato al datore di lavoro, comunque lo rende disponibile. Nel caso il lavoratore non consegni prontamente il certificato o comunichi gli estremi, per evitare sanzioni, sarebbe opportuno che il ritardo emerga dal certificato stesso o vi sia una dichiarazione firmata che specifichi che il ritardo è imputabile al lavoratore.

  2. Aggiornamento del registro degli infortuni: al ricevimento del certificato con il nominativo del lavoratore infortunato, la data in cui l'evento si è verificato, la descrizione dell'evento e la durata dell'infortunio. Inoltre dovrà annotare sul registro le situazioni di continuazione dell'infortunio e di sua chiusura con i rispettivi certificati.

 

OBBLIGHI DEL LAVORATORE

  1. La denuncia: il lavoratore deve dare immediata notizia di infortunio nel suo stesso interesse. Infatti se il lavoratore non provvede all'inoltro della denuncia entro i termini stabiliti dalla legge (denuncia tardiva) perde il diritto all'indennità economica temporanea per i giorni antecedenti a quelli in cui il datore di lavoro ha avuto notizia dell'infortunio. Dal 22 marzo 2016 il lavoratore fornirà il numero identificativo del certificato (o il certificato cartaceo), data di rilascio e i giorni di prognosi.

  2. Le visite e le cure mediche: deve sottoporsi alle visite che l'INAIL ritenga necessarie (altrimenti si perde l'indennità per inabilità temporanea e si ha una possibile riduzione della rendita). Se sono previsti interventi chirurgici il lavoratore può chiedere che vengano svolti da medico di fiducia (pagando però la differenza). I certificati di continuazione e ricaduta devono essere trasmessi al datore di lavoro per giustificare l'assenza. Alla chiusura dell'infortunio, diversamente da quanto previsto per la malattia, deve essere prodotto un certificato medico conclusivo (dal medico curante, altro medico o dall'INAIL). 

  3. La reperibilità: la reperibilità per assenze per malattia ordinarie non si applica agli infortuni di lavoro. Questa può essere disciplinata dal contratto collettivo, ma se viene meno autorizza solo il datore ad applicare la sanzione prevista al lavoratore e non compromette in alcun modo l'indennità.

  4. I questionari informativi: l'INAIL in sede di accertamento potrebbe richiedere informazioni aggiuntive al lavoratore per una maggior comprensione dell'evento. E' una cosa comune negli infortuni in itinere.

 

La denuncia E il risarcimento

 Per la denuncia sono necessari i seguenti dati:

  • anagrafica del lavoratore;

  • dati dell’azienda;

  • dati retributivi del lavoratore;

  • descrizione dell’evento

 

I primi tre punti possono essere tranquillamente gestiti da un professionista quale il consulente del lavoro, mentre è importante che il datore di lavoro fornisca una dettagliata e precisa descrizione dell'evento.

L'infortunio viene indennizzato a partire dal giorno successivo all'accadimento, in forma mista dall'azienda e dall'INAIL secondo formule che variano in maniera sensibile in relazione alle disposizione dei contratti di lavoro e delle prassi aziendali. Il giorno dell'infortunio e i primi tre giorni successivi sono interamente a carico dell'azienda che riconosce la retribuzione che spetterebbe al lavoratore per le giornate di lavoro (primo giorno il 100% dal 2° al 3° il 60% salvo che il contratto di lavoro non preveda trattamento diverso). A partire dal 4°giorno il datore di lavoro integra soltanto l'indennità corrisposta dall'INAIL secondo le disposizioni contrattuali (vedi tabella a lato)

Se il contratto di lavoro lo prevede l'intera indennità può essere corrisposta al lavoratore direttamente dal datore di lavoro che anticipa anche la parte spettante all'INAIL che provvederà in seguito a rifondere il datore di lavoro. Il pagamento invece effettuato direttamente dall'INAIL avviene tramite assegno bancario.

 


CORSI HACCP

CAGLIARI : 7 Agosto 2019

SALERNO : 12 Ottobre 2019

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ROMA: 11 Novembre 2019

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CATANIA: 17 Febbraio 2020

PERUGIA : 22 Marzo 2020

ANCONA : 20 Aprile 2020

MESTRE : 16 Maggio 2020

MESSINA : 13 Giugno 2020

PALERMO : 15 Giugno 2020

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